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	<title>GREEN Archivi - flaviaconidi</title>
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	<description>Solo cose Buone e Belle</description>
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	<title>GREEN Archivi - flaviaconidi</title>
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		<title>Quando la natura cura: l&#8217;antica arte del forest bathing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 09:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai sentito parlare del forest bathing e sei curioso di sapere di che cosa si tratta? Fai questo piccolo viaggio nella foresta con me e te lo racconto! Che cos’è il forest bathing? Questa particolare oratica, ovvero la foresta terapia, nasce in Giappone col nome Shinrin yoku. È una disciplina che prevede un&#8217;immersione nei boschi con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Hai sentito parlare del <em>forest bathing </em>e sei curioso di sapere <strong>di che cosa si tratta</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fai questo piccolo <strong>viaggio nella foresta </strong>con me e te lo racconto!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è il forest bathing?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa particolare oratica, ovvero la foresta terapia, nasce in Giappone col nome <em>Shinrin yoku</em>. È una disciplina che prevede un&#8217;immersione nei boschi con effetti benefici sulla salute, in particolare sui livelli di stress.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ci sono evidenze scientifiche sui benefici della forest therapy?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Da diversi studi condotti, tra cui <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33910423/">questo recente</a>, è emerso che il <em>bagno di foresta</em> ha effetti positivi grazie alla possibilità che regala di inalare i <strong>monoterpeni </strong>degli alberi, cioè alcune sostanze volatili componenti degli oli essenziali prodotti da diverse specie di alberi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i benefici non sono legati solo all’aspetto olfattivo. Essi nascono anche dal fatto che nella foresta il nostro corpo compie una serie di azioni e viaggia attraverso diverse stimolazioni sensoriali non solo olfattive ma anche visive, tattili e uditive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste <strong>stimolazioni inducono cambiamenti fisiologici </strong>come riduzione dello stress, della pressione sanguigna e innalzamento del sistema immunitario. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, dunque, di un <strong>approccio multifattoriale e di benessere globale della persona</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa si fa nei bagni di foresta?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La pratica consiste in lunghe passeggiate nel bosco che vengono ripetute in giorni consecutivi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo è possibile respirare in modo prolungato l’aria ricca di sostanze volatili terapeutiche (<strong>monoterpeni</strong>) emesse da alcune specie di alberi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>A chi è consigliato il forest bathing?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi hanno dimostrato che i bagno di foresta apportano benefici alle persone <strong>immunodepresse</strong>, afflitte da <strong>problemi cardiocircolatori e polmonari</strong>, <strong>stress e depressione</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, ovviamente, è una pratica di <strong>immersione nella natura </strong>che sicuramente può far piacere a tutti!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In quale stagione si può praticare la bosco terapia? </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I bang di bosco si possono praticare in ogni stagione. Tuttavia, volendo massimizzare alcuni effetti positivi che producono le piante sull&#8217;essere umano, è preferibile scegliere momenti  di ampia o massima copertura fogliare degli alberi, quindi tarda primavera ed estate. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove si può praticare il forest bathing e quali caratteristiche deve avere il bosco?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutte le foreste sono adatte per questa pratica. Il forest bathing viene praticato soprattutto nelle faggete, dove c’è un alto potere emissivo di <strong>monoterpeni</strong>. Tuttavia anche l’abete rosso, il pino silvestre e il larice sono buoni emettitori di queste sostanze. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ringrazio Benedetta Gardino per le preziose informazioni!</em></p>
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		<title>Microgreens: come coltivare il tuo orto in miniatura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 10:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[GREEN]]></category>
		<category><![CDATA[Autoproduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ultimo healthy food in voga ha un nome che è tutto un programma: microgreens. Cosa sono i microgreens?&#160; Sono, appunto, piante micro &#8211; piccole piccole &#8211; non più allo stadio di germogli, che hanno appena sviluppato le due prime foglioline che si chiamano cotiledonari. Nutrienti e benefici dei microgreens Dal punto di vista nutrizionale i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo <em>healthy food</em> in voga ha un nome che è tutto un programma: microgreens.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono i microgreens?</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sono, appunto, piante micro &#8211; piccole piccole &#8211; non più allo stadio di germogli, che hanno appena sviluppato le due prime foglioline che si chiamano cotiledonari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nutrienti e benefici dei microgreens</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista nutrizionale i microgreens sono ricchi di vitamine, sali minerali e antiossidanti. Aggiunti ai piatti, ne accrescono il valore nutritivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, il loro apporto è maggiore rispetto a quello delle piante mature e il loro sapore è molto intenso. Per questo vengono considerati dei <em>super food</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni famiglia di micro ortaggi contribuisce a fornire benefici specifici. In particolare, ecco 6 benefici dei microgreens con relative indicazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aiutano a gestire il <strong>diabete di tipo 2 </strong>perché regolano gli zuccheri nel sangue. In particolare i <em>microgreens di broccoli</em>.</li>



<li><strong>Migliorano il pensiero e il ragionamento</strong>, prevenendo o ritardando l’insorgenza di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.</li>



<li><strong>Riducono il rischio di malattie cardiache</strong>. Studi di laboratorio mostrano che quando i <em>microgreens di cavolo rosso</em> vengono aggiunti a una dieta ricca di grassi, riducono il peso corporeo, i trigliceridi e il colesterolo LDL (cattivo).&nbsp;</li>



<li><strong>Prevengono il cancro</strong>, soprattutto quello al colon. In particolare i <em>micro ortaggi delle Brassicacee</em> (broccoli, cavoli, rucola ecc.).</li>



<li><strong>Proteggono la vista</strong>: in particolare i <em>microgreens di spinaci, broccoli, tarassaco e crescione</em>.</li>



<li><strong>Riducono il rischio di anemia</strong>. Molti microgreens, tra cui la<em> lattuga, fieno greco</em> e quelli della<em> famiglia delle Brassicaceae</em>, sono ricchi di ferro.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi aggiungere microgreen nella tua dieta, ormai puoi trovarli in negozi specializzati o bio. Però… perché non coltivarli in casa? Puoi farlo tutto l’anno e se, come me, vivi in città ma desideri mangiare qualcosa di autoprodotto, sono un’ottima scelta!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Micro ortaggi: come coltivarli</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il microgreen si può coltivare <strong>in acqua </strong>(idroponica) oppure in modo classico, <strong>in terra</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna scegliere terriccio biologico (senza metalli pesanti ecc.) e con ph leggermente acido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la <strong>coltivazione dei microgreen </strong>si utilizzano vaschette non più alte di 5 cm e dal fondo forato, perché uno dei pericoli da<em> evitare</em> è il <em>ristagno d’acqua</em>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>terriccio migliore</strong> è la torba, ma un buon substrato alternativo è la fibra di cocco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un fattore molto importante è l&#8217;<strong>illuminazione</strong>: i micro ortaggi hanno bisogno di molte ore di luce piena, parliamo di un minimo di 12 ore. Per questo puoi acquistare delle luci apposite che consumano pochissimo ma ti assicurano un buon raccolto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La temperatura ideale è compresa tra 18° e 24° e devi evitare di esporli a troppo freddo troppo caldo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Occorrente</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><a href="https://amzlink.to/az0VaTL7Pe1r4" target="_blank" rel=" noreferrer noopener nofollow"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="426" height="565" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/occorrente-per-coltivare-microgreen.png" alt="" class="wp-image-56767" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/occorrente-per-coltivare-microgreen.png 426w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/occorrente-per-coltivare-microgreen-226x300.png 226w" sizes="(max-width: 426px) 100vw, 426px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzlink.to/az0VaTL7Pe1r4" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow"><strong>ACQUISTA L&#8217;OCCORRENTE PER COLTIVARE I TUOI PRIMI MICROGREENS su Amazon</strong></a> </figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Come fare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per la produzione si seguono queste fasi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ammollo (se richiesto)</li>



<li>Germinazione&nbsp;</li>



<li>Coltivazione</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per la raccolta basta una buona forbice: si taglia a qualche mm al di sopra della terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questi primi consigli, ecco come procedere:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Inizia con l’ammollo (solo se richiesto e in base alle indicazioni riportate sulla confezione).</li>



<li>Disponi uno strato di torba o fibra di cocco su un vassoio da micro green o in un vaso basso (attenzione: deve essere ben forato!).&nbsp;</li>



<li>Distribuisci i semi in modo uniforme e distanziandoli bene l’uno dall’altro per evitare affollamento.</li>



<li>Copri con un leggerissimo strato di terriccio.</li>



<li>Utilizza uno spruzzino nebulizzatore per irrigare.</li>



<li>Copri ora il vassoio con un telo di plastica o un coperchio per favorire il calore e l’umidità necessari per la germinazione.</li>



<li>Una volta spuntati i germogli, metti il vassoio in una zona luminosa ma NON alla luce diretta.</li>



<li>Mantieni il terreno umido ma attenzione a non inzupparlo!</li>



<li>In pochi giorni i micro ortaggi cresceranno fino a 5 o più cm (dipende dal tipo di ortaggio che hai seminato, leggi sempre le istruzioni). Devono sviluppare le prime vere foglioline! Ci vogliono da 1 a 3 settimane in base al tipo di seme.</li>



<li>Una volta pronti, taglia alla base con le forbici e consumali il prima possibile!</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali semi per microgreen?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I semi più indicati per la produzione di micro ortaggi sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Amaranthaceae: amaranto, barbabietola e spinaci.</li>



<li>Amaryllidaceae: Aglio, porro e cipolla.</li>



<li>Apiaceae: carota, sedano, aneto e finocchio.</li>



<li>Asteraceae: Indivia, cicoria, lattuga e radicchio.</li>



<li>Brassicaceae: rucola, broccoli, cavoli, cavolfiori, ravanelli e crescione.</li>



<li>Cucurbitacee: cetriolo, melone e zucca.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per iniziare, ti consiglio di puntare su semi facili e a rapida evoluzione, come i semi di rucola, ravanello ma anche lenticchie e piselli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Assolutamente da evitare </strong>le solanacee e cioè pomodori, melanzane, peperoni, patate per la concentrazione di solanina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come utilizzare i micro greens nelle ricette</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I microgreens racchiudono sapori forti in piantine tanto piccole. Il gusto varia a seconda della verdura, ovviamente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte dei microgreens hanno un sapore, o un retrogusto, simile a quello della pianta matura. In generale, quindi, il sapore dei microgreens può essere dolce, speziato, terroso o amaro, tutto a seconda della verdura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base a questo, è possibile preparare ricette differenti. Vanno quindi abbinati nel modo giusto, per dare il gusto del seme ad un piatto, con un tocco di alta classe. Non a caso sono molto usati nei ristoranti!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco come puoi consumarli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mangiali così, da soli freschi come spuntino</li>



<li>Aggiungili alle insalate oppure nei panini.</li>



<li>Preparaci dei pesti. In questo il Bimby è comodissimo.</li>



<li>Mettili in un frullato o in una centrifuga con frutta e verdura.</li>



<li>Aggiungili come guarnizione per zuppe, pizza, primi piatti, secondi di carne e pesce.</li>



<li>Provali anche sui dolci e addirittura col gelato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.flaviaconidi.com/category/green/giardinaggio/"><strong>GIARDINAGGIO</strong></a> ti appassiona? Scopri altri articoli nella sezione dedicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Photocredit: <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/pesce-alla-griglia-con-salsa-fresca-e-limone-arrostito-29307638/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Samantha Gilmore</a></em></p>
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		<item>
		<title>Come coltivare lo zenzero in vaso</title>
		<link>https://www.flaviaconidi.com/coltivare-lo-zenzero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 10:31:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[GREEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo trovi le indicazioni utili per iniziare a coltivare lo zenzero in vaso, sul balcone o sulla terrazza, oppure nell'orto. Tipo di terriccio, periodo migliore per piantare lo zenzero, esposizione, annaffiature e raccolta: segui passo passo le istruzioni e goditi il raccolto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.flaviaconidi.com/coltivare-lo-zenzero/">Come coltivare lo zenzero in vaso</a> proviene da <a href="https://www.flaviaconidi.com">flaviaconidi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti piacerebbe coltivare lo zenzero in casa ma ti sembra una cosa troppo complicata? </strong>Assolutamente<strong> no! </strong>Segui i miei consigli e vedrai quanto è facile e quanto sarà appagante raccogliere altri rizomi cresciuti sul tuo terrazzo, in giardino o nell’orto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io sono una grande fan dello zenzero (<em>Zingiber officinale</em>), una pianta erbacea tuberosa che amo soprattutto per il profumo, per il sapore leggermente piccante e per le tante <strong><a href="https://www.ricettedieta.com/2019/10/zenzero-proprieta-benefici-e-controindicazioni.html">proprietà</a> </strong>benefiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ insostituibile in caso di mal di gola o influenza per fare la<strong> <a href="https://www.flaviaconidi.com/tisana-zenzero-limone-e-miele/">tisana zenzero e limone</a></strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ uno degli ingredienti base di molte ricette orientali, come il pollo alle mandorle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coltivazione dello zenzero</h2>



<ul style="background-color:#7bdbb52b;font-style:italic;font-weight:100" class="wp-block-list has-background">
<li>Il <strong>periodo </strong>giusto per piantare lo zenzero è la <strong>primavera</strong>.&nbsp;</li>



<li>La <strong>temperatura </strong>esterna non deve essere inferiore a <strong>15°</strong>. Lo zenzero ama il caldo!</li>



<li>La <strong>posizione </strong>privilegiata è la <strong>mezz&#8217;ombra </strong>o una zona con sole solo al mattino.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Occorrente per coltivare lo zenzero</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>radice di zenzero (meglio bio) di almeno 5 cm</li>



<li>un vaso da 30 cm di diametro</li>



<li>argilla espansa </li>



<li><strong><a href="https://amzlink.to/az0bqhWCG1dMD" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">terriccio universale con una parte di sabbia</a> </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi, puoi aggiungere una <strong><a href="https://www.flaviaconidi.com/etichette-per-piante-fai-da/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">targhetta per piante fatta da te</a></strong>, così ricorderai esattamente dove lo hai piantato, se hai un giardino, o cosa contiene il vaso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quale tipo di terra o terreno ci vuole per lo zenzero?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La radice di zenzero non ama per nulla i ristagni d’acqua. Quindi dovrai scegliere un terriccio universale che abbia anche pomice, e poi metterlo in vaso senza pressarlo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Devi, in buona sostanza,<strong> favorire il drenaggio dell’acqua</strong>. Per ulteriori dettagli, vedi di seguito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Zenzero coltivazione: tutti i passaggi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco come piantare lo zenzero. Parti da una<em> radice acquistata, preferibilmente biologica</em> (ma non è indispensabile, vedi i consigli sotto).</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Prendi una radice di zenzero di circa 5 cm</strong>. Io lo acquisto dal mio mercato ortofrutticolo di fiducia, ma puoi acquistarlo anche al supermercato (meglio bio).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><em>NB: Se non sei sicuro che non sia biologico, metti il tuo zenzero in una ciotola con acqua e tienilo in ammollo per una notte. In questo modo, toglierai le sostanze antigerminative presenti.</em></p>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li>Metti in acqua il pezzo di radice per almeno 12 ore. Se il tuo zenzero presenta già alcuni germogli, passa al PUNTO 4.</li>



<li><strong>Se il tuo zenzero non presenta germogli</strong>, ti spiego <strong>come far germogliare lo zenzero</strong>: mettilo in una ciotola con acqua, in un luogo soleggiato e con una temperatura di almeno <strong>15°</strong>, per 24/48 ore. In questo modo avrai attivato la radice, che spesso acquistiamo un po&#8217; disidratata. Poi tienilo in una ciotola con acqua fino a quando non avrà sviluppato i germogli (vedi foto sotto).</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/come-far-germogliare-lo-zenzero-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-56811" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/come-far-germogliare-lo-zenzero-1024x768.jpg 1024w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/come-far-germogliare-lo-zenzero-980x735.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2025/02/come-far-germogliare-lo-zenzero-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<ol start="4" class="wp-block-list">
<li>Prendi un <strong>vaso</strong> abbastanza ampio (almeno <strong>30 cm di diametro</strong> per un rizoma).</li>



<li>Metti uno <strong>strato di argilla espansa</strong>.</li>



<li>Metti della <strong>terra</strong>, meglio ancora del terriccio misto a sabbia.</li>



<li><strong>Fai un buco</strong> al centro e <strong>mettici il tuo rizoma di zenzero</strong>.&nbsp;</li>



<li><strong>Coprilo</strong> con una quantità di terra pari alla sua altezza, senza pressare. Se il tuo zenzero è già germinato, lascia che i germogli escano dalla terra. </li>



<li><strong>Annaffia</strong> e aggiungi altra terra man mano che gli steli di zenzero crescono.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><em>NB: Annaffia la terra solo poco prima che si asciughi del tutto, così da non creare ristagni di acqua.&nbsp;</em></p>



<ol start="10" class="wp-block-list">
<li>Quando gli <strong>steli di zenzero diventano gialli</strong>, in genere a inizio autunno, devi ridurre il quantitativo di acqua. <em>Quando gli steli muoiono non devi innaffiare più</em>.</li>



<li>In <strong>autunno</strong>, trascorsi circa 8 mesi dalla semina e con gli steli morti, puoi <strong>raccogliere </strong>i tuoi rizomi di zenzero.&nbsp;</li>



<li>Per togliere i rizomi dalla terra, elimina prima le foglie secche, poi estrai i rizomi dalla terra. <em>Per toglierli dalla terra puoi usare la paletta oppure direttamente le mani</em>.</li>



<li>Lava i rizomi di zenzero e asciugali.</li>



<li>Conservali o in frigo per 2-3 settimane. Oppure mettili in un sacchetto di carta (quello del pane va benissimo) e conservarlo in un luogo buio e asciutto per evitare che germinino.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Cose da ricordare per una coltivazione senza intoppi</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lo zenzero è una pianta che<strong> teme molto i ristagni di acqua</strong>.</li>



<li>Lo zenzero <strong>ama le temperature alte</strong>.</li>



<li>Lo zenzero predilige un <strong>ambiente parzialmente in ombra</strong> o una zona esposta al sole solo al mattino.</li>



<li><strong>Niente fretta!</strong> Raccogli le radici solo quando gli steli raggiungono un&#8217;altezza di 60/80 cm e muoiono.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Se vuoi coltivare lo zenzero sul balcone, ti consiglio di&#8230;</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mettere a dimora il tuo zenzero in primavera, in modo che abbia tutti i caldi mesi estivi per crescere.</li>



<li>Usare un vaso grande con fori alla base in modo da far drenare bene l’acqua.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Zenzero: coltivare la tuberosa nell’orto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi coltivarlo nell’orto, devi preparare il terreno pulendolo col rastrello e zappando bene per renderlo soffice. Puoi aggiungere anche del concime organico in questa fase. Prepara il terreno qualche tempo prima.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Procedi come per lo zenzero in vaso, avendo cura di distanziare i rizomi di almeno 30 cm l’uno dall’altro. Infatti, è questo lo spazio che serve a ogni pianta per svilupparsi.</p>
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		<title>Riciclo di guerra &#8211; Quando il riuso trasforma il male in bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 12:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
		<category><![CDATA[Riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo fa ho trovato tra gli oggetti di famiglia una vecchia scatola di munizioni di mio nonno. Era lasciata lì, a prendere polvere. Così, ho chiesto a mio padre se potevo prenderla e ho pensato: perché non trasformarla in qualcosa di nuovo, dandole un nuovo significato?&#160; La prima idea è stata subito di riutilizzarla per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tempo fa ho trovato tra gli oggetti di famiglia una vecchia scatola di munizioni di mio nonno</strong>. Era lasciata lì, a prendere polvere. Così, ho chiesto a mio padre se potevo prenderla e ho pensato: <strong>perché non trasformarla in qualcosa di nuovo</strong>, dandole un nuovo significato?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima idea è stata subito di riutilizzarla per il giardinaggio, e infatti ne ho fatto una scatola porta semi. “<em>Mettete fiori nei vostri cannoni</em>”, uno slogan che ho sentito molte volte…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da lì, mi è venuta la curiosità di indagare se qualcuno avesse mai fatto qualcosa del genere</strong>. E da questo pensiero mi si è aperto un mondo. Ho scoperto che nel nostro dopoguerra, in un&#8217;Italia devastata e povera, il popolo ha saputo recuperare e riutilizzare i materiali bellici trasformandoli in oggetti di uso comune.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che per me è stato un semplice riutilizzo di un oggetto che prendeva polvere, nel dopoguerra, quando c’era tanta penuria di materie prime oltre che di soldi, era una vera e propria necessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutta la mia ricerca è culminata in un interessantissimo scambio avuto con il gentilissimo <a href="https://www.facebook.com/zamabruno/">Bruno Zama</a>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo con ordine.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="RICICLO CREATIVO: una SCATOLA PER SEMI particolare. Alla scoperta del riciclo di guerra" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/IOWMEKxqouk?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mettete fiori nei vostri cannoni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Mettete dei fiori nei vostri cannoni</em>” è stato uno slogan famoso negli anni ‘60 per portare avanti, con un’immagine, l’invito di tanti, soprattutto giovani, a cessare le guerre e a vivere in pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Giganti nel ‘67 ne fecero una canzone e Marc Riboud lo trasformò nella celebre fotografia&nbsp; “<em>Jeune fille à la fleur</em>”, con una ragazza davanti ai fucili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, dopo 60 anni, la pace è quanto mai un’urgenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente ho trovato una vecchia cassetta delle munizioni americane risalente alla seconda guerra mondiale tra gli oggetti dei miei nonni. Era ancora in perfetto stato, così voluto trasformarla in qualcosa di bello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rendere carico di vita, ciò che era carico di morte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così è nata la mia idea di trasformare una vecchia cassetta per le munizioni in una cassetta porta semi… forse perché  mentalmente l’ho associata alle <a href="https://www.flaviaconidi.com/bombe-di-semi/">bombe di semi</a>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/riciclo-scatola-munizioni-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-56502" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/riciclo-scatola-munizioni-980x651.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/riciclo-scatola-munizioni-480x319.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma l&#8217;idea di riciclare oggetti militari non è nuova, anzi.</strong> <strong>Nasce prima come un’esigenza</strong>, per non sprecare materiale prezioso, e col tempo si è evoluta anche in arte per assumere un valore altamente simbolico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è così che elmetti sono stati trasformati in pentole, bracieri, coprivivande, mestoli, offertori per elemosine in chiesa. Munizioni che sono diventate accendini, penne, aeroplanini giocattolo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="1600" data-id="56495" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/54161064272_907717b0bd_h.jpg" alt="" class="wp-image-56495" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/54161064272_907717b0bd_h.jpg 900w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/54161064272_907717b0bd_h-480x853.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Fiasco &#8220;impagliato&#8221; con cavi telefonici militari <br>(per gentile concessione di © Bruno Zama)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="1600" data-id="56493" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/caraffa-per-latte-da-portamaschera-antigas.jpg" alt="" class="wp-image-56493" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/caraffa-per-latte-da-portamaschera-antigas.jpg 900w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/12/caraffa-per-latte-da-portamaschera-antigas-480x853.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Caraffa per latte da portamaschera antigas<br>(per gentile concessione di © Bruno Zama)</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è anche un romanzo <a href="https://pragmatika.media/it/kviti-z-garmat-konversija-vijskovih-ob-iektiv-jak-tvorchij-akt/">&#8220;Dough the Miracle Worker&#8221; di Maurice Drewon</a>, che ho trovato su internet, ma non sono riuscita ancora a recuperare, che racconta proprio di la storia di Teesta, un ragazzo che trasforma la fabbrica di armi del padre in una serra piena di fiori. Piantando letteralmente fiori nei cannoni. Molto interessante!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il riciclo di guerra: chi sono i recuperanti?&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di riciclo di guerra, ma forse sarebbe meglio chiamarlo riutilizzo o recupero di guerra, perché di fatto quello che è successo è che diversi oggetti sono stati recuperati, riadattati e riutilizzati. Incredibile, ma le<strong> <a href="https://www.flaviaconidi.com/le-4-r-riciclo/">4 r del riciclo</a></strong> sono state applicate alla perfezione…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa si riciclava esattamente? Tutto. Letteralmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le bottiglie di vetro diventavano bicchieri e imbuti, i tubi in cartone che contenevano proiettili americani hanno fatto partire le fabbriche a Fabriano, le tele dei paracaduti sono servite a confezionare abiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I miei suoceri mi raccontano che per anni hanno usato un vecchio paracadute per raccogliere le olive. Sono curiosa di vedere se lo ritrovo in qualche baule prima o poi… 🙂</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai voglia di approfondire, ti consiglio il documentario <a href="https://www.raicultura.it/storia/articoli/2019/01/I-recuperanti-8dc6cabd-51cf-4035-8b6c-8072384e44a0.html">&#8220;I recuperanti&#8221; di Rai Storia</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai gruppi di recupero organizzati, c’era il recupero della povera gente, che doveva bonificare i campi per poterli nuovamente coltivare o che doveva vestirsi, avere pentole e vasellame, in un’epoca in cui tutto era stato distrutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recuperare, ricostruire, ricominciare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Collezioni e musei dei riciclanti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo spaccato della storia, fatto dai nomi che non sapremo mai delle persone semplici, è un passato che va ricordato</strong>. E che mi piace tanto ricordare!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi saperne di più, puoi dare un’occhiata a questo <a href="http://www.museobadoglio.altervista.org/docs/Riciclanti.pdf">testo di Zama</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi vedere da vicino questi oggetti, Bruno Zama espone la sua collezione in diversi luoghi tra cui:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.comune.desenzano.brescia.it/Vivere-il-comune/Luoghi/Museo-XX-secolo">Museo XX Secolo</a> &#8211; Desenzano sul Garda (Bs),&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.ferraraterraeacqua.it/it/copparo/scopri-il-territorio/arte-e-cultura/musei-gallerie/museo-delle-tradizioni-e-della-cultura-materiale-la-tratta">Museo La Tratta</a> &#8211; Copparo (Fe),&nbsp;</li>



<li><a href="https://museoguerralineagoticacasteldelrio.it/">Museo della Guerra Linea Gotica</a> &#8211; Castel del Rio (BO),&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.comune.castelforte.lt.it/vivere-il-comune/luoghi/museo/">Museo Linea Gustav Fronte Garigliano</a> &#8211; Castelforte (LT) ,&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.budrio.org/la_palazza.html">Museo La Palazza</a> &#8211; Budrio di Cotignola (RA),&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.bassaromagnamia.it/poitofintrests/museo-francesco-baracca/">Museo Francesco Baracca</a> &#8211; Lugo di Romagna,&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.irsapt.it/it/smi/">Museo S.M.I.</a> &#8211; Campo Tizzoro (PT)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ringrazio Bruno Zama per le tante preziose informazioni che mi ha fornito.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Sono un appassionato del riutilizzo bellico perché ritengo che la guerra sia una grande stupidaggine. Desidero far vedere alle nuove generazioni ciò che il nostro genio italico ha fatto, soprattutto donne e bambini, facendo di necessità virtù.</em>”&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">E tu conosci altri riutilizzi di oggetti di guerra? Hai qualche oggetto dei tuoi nonni che hai riciclato in modo creativo? Scrivimelo nei commenti!</p>
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		<title>Calendario dell’avvento: storia, significato e tante idee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 20:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso la fine di novembre a casa mia inizia la preparazione del Calendario dell’Avvento. E’ una tradizione che rispetto fin da quando ero piccola e che aiuta i bambini, ma anche noi grandi, a vivere l’attesa del Natale. Al di là del senso religioso, il calendario è una tradizione amata in tutto il mondo. Ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Verso la fine di novembre a casa mia inizia la preparazione del Calendario dell’Avvento. E’ una tradizione che rispetto fin da quando ero piccola e che aiuta i bambini, ma anche noi grandi, a vivere l’attesa del Natale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là del senso religioso, il calendario è una tradizione amata in tutto il mondo. Ma dove nasce questa usanza?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le origini del Calendario d’Avvento</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra che l&#8217;origine del calendario sia da rintracciare nella Germania del XIX secolo. E’ in quest’epoca, infatti, che si compare la tradizione di accompagnare ogni giorno, dall’inizio dell’Avvento, fino al giorno di Natale, con una frase tratta dalle Scritture o un’immagine sacra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secolo successivo compaiono i primi calendari con le finestrelle, riempite con un personaggio del presepe o con dei piccoli doni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il calendario dell’avvento è di moltissimi tipi. Molti brand commerciali usano il calendario come occasione per far conoscere il loro assortimento, in particolare penso ai calendari a base di profumi o prodotti beauty.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia scelta è sempre per piccoli dolciumi, accompagnati da una frase per scandire i giorni che separano dal Natale</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quante caselle hanno i calendari dell&#8217;Avvento?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In origine le caselle partivano dalla prima domenica di Avvento, la cui data cambia ogni anno. Ma ormai la tradizione più diffusa vuole che il calendario abbia <strong>24 caselle</strong>, pari ai giorni che precedono il Natale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Calendario dell’avvento fai da te: spunti e idee</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ti piace l’idea di realizzare il Calendario Avvento in casa? Qui sotto trovi alcuni spunti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-pinterest wp-block-embed-pinterest"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Calendario dell&#039;Avvento" src="https://assets.pinterest.com/ext/embed.html?grid=flaviaconidiphoto/calendario-dellavvento/&#038;src=oembed" height="900" width="450" frameborder="0" scrolling="no" ></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il mio calendario dell’Avvento fatto in casa</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/11/calendario-della-vvento-fai-da-te-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56484"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da alcuni anni a casa mia ho adottato il calendario con le bustine. Sono bustine di carta numerate che riempio con dolciumi speciali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco cosa ti occorre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sacchetti numerati degli anni prima (li riciclo ogni volta)</li>



<li>Caramelle e cioccolatini di buona qualità</li>



<li>Nastrini</li>



<li>Mollette</li>



<li>Uno spago resistente per appendere tutti i sacchetti&nbsp;&nbsp;</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://amzlink.to/az0AXDdAucj8C" target="_blank" rel="nofollow  noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="377" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/11/calendario-fai-da-te-per-natale-1024x377.png" alt="" class="wp-image-56481" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/11/calendario-fai-da-te-per-natale-980x361.png 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/11/calendario-fai-da-te-per-natale-480x177.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i dolciumi, a noi piace sceglierli speciali e golosi! Qui puoi trovare del <strong><a href="https://greenweez.it/c/cioccolato?utm_source=partner&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=flaviaconidi&amp;pn=6362" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">CIOCCOLATO</a></strong> speciale!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Qui sotto trovi il video per realizzarlo</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="CALENDARIO DELL&#039;AVVENTO 2024 🎄 ecco come l&#039;ho fatto!" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/tgEO2ThflWs?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Sei sempre in tempo per fare un bel calendario! <br>Anche se lo prepari in ritardo, ne varrà la pena 😉&nbsp;</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Buon Avvento!</em></p>
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		<title>Centrotavola autunnale fai da te: idee e materiali</title>
		<link>https://www.flaviaconidi.com/centrotavola-autunnale-fai-da-te-idee-e-materiali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 08:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come realizzare un centrotavola autunnale fai da te? In questo articolo ti propongo alcune idee ed esempi e anche qualche consiglio sui materiali da scegliere. Il centrotavola si utilizza in casa non solo per decorare la tavola imbandita, ma anche un normale tavolo o una consolle. Variando le composizioni puoi dare al tuo living, al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come realizzare un centrotavola autunnale fai da te?</strong> In questo articolo ti propongo <strong>alcune idee ed esempi </strong>e anche qualche consiglio sui <strong>materiali da scegliere</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centrotavola si utilizza in casa non solo per decorare la tavola imbandita, ma anche un normale tavolo o una consolle. Variando le composizioni puoi dare al tuo living, al tuo bagno, al tuo corridoio, al tuo ingresso un&#8217;atmosfera sempre nuova e diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segreto per avere centrotavola sempre diversi e al passo con il <em>mood</em> stagionale è lasciarsi ispirare dalla natura. Meglio evitare tutti quei centrotavola realizzati con materiali sintetici&#8230; fiori finti ecc. (i fiori di vera stoffa fanno eccezione!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In autunno i centro tavola richiamano l&#8217;atmosfera e i colori di questa stagione e ne utilizzano gli elementi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Idee per centrotavola autunnali fai da te</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando cerco qualche nuova idea spesso mi metto a curiosare su Instagram o Pinterest. Però mi manca sempre qualche dettaglio e finisco per arrendermi&#8230; Così ho pensato di condividere qui sotto la preparazione dei centri tavola autunnali che realizzerò man mano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come prima cosa, però, ti invito a pensare, come centrotavola (da tavola imbandita) semplice ma di enorme effetto, un <a href="https://www.flaviaconidi.com/fiori-di-te-blooming-tea/"><strong>blooming tea</strong></a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Centro tavola autunnale con noci e castagne</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/centro-tavola-autunnale-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-56242" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/centro-tavola-autunnale-980x651.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/centro-tavola-autunnale-480x319.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per realizzare questo centrotavola autunno molto semplice ti occorrono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una <strong>candela</strong>; </li>



<li>una <strong>ciotola in vetro dal profilo panciuto</strong>, alta la metà della candela (l&#8217;altezza deve essere tale da consentire di disporre uno strato di noci e uno di castagne) e più larga di un paio di dita del diametro della candela;</li>



<li>noci;</li>



<li>castagne;</li>



<li>nebbiolina o altri piccoli fiorellini, anche secchi;</li>



<li><strong>spago</strong>.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Realizzazione</strong></h4>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="CENTROTAVOLA AUTUNNALE FAI DA TE: la magia dell&#039;autunno in una ciotola 🍁🍂" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/LRDX5mHgjSA?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<ol class="wp-block-list">
<li>Avvolgi la candela con un doppio giro di spago e fai un fiocco.</li>



<li>Mettila al centro della ciotola in vetro.</li>



<li>Riempi il fondo con delle noci.</li>



<li>Crea un secondo strato con le castagne.</li>



<li>Decora con i fiorellini.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Quando lo desideri, anche per creare un&#8217;atmosfera autunnale, accendi la candela. Mi raccomando! La fiamma deve sempre rimanere piuttosto alta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Centrotavola d&#8217;autunno: quali materiali utilizzare?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per i centrotavola di autunno vanno bene tutti quei tesori che puoi trovare nei parchi e nei boschi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>contenitori o barattoli di vetro</li>



<li>portacandele di legno </li>



<li>elementi centrotavola o vassoi di legno</li>



<li><a href="https://www.flaviaconidi.com/arance-essiccate-decorative/"><strong>arance essiccate</strong></a></li>



<li>piccole zucche decorative</li>



<li>stecche di cannella</li>



<li>anice stellato</li>



<li>foglie secche (che puoi usare come tappeto decorativo o incollare all&#8217;esterno di un barattolo di vetro con la colla vinilica)</li>



<li>bacche</li>



<li>ghiande</li>



<li>pigne</li>



<li>castagne e ricci di castagne</li>



<li>legnetti (bellissimi quelli restituiti dal mare!)</li>



<li>frutta secca come noci o mandorle</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Poi aggiungi una <strong>candela</strong>, anche profumata, <strong>oppure delle lucine</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decora con <strong>spago</strong> o <strong>nastri di stoffa</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-pinterest wp-block-embed-pinterest"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Centrotavola" src="https://assets.pinterest.com/ext/embed.html?grid=flaviaconidiphoto/centrotavola/&#038;src=oembed" height="900" width="450" frameborder="0" scrolling="no" ></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Ora hai tutto quello che ti serve per copiare qualche idea o realizzare il tuo originale centrotavola autunnale fai da te!</em></p>
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		<title>Moda sostenibile: cos’è e perché dovrebbe interessarti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 10:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai mai sentito parlare di moda sostenibile? Forse hai visto qualche post sui social, oppure hai qualche amica che te ne parla in modo convinto, oppure hai visto uno di quei servizi sul fast fashion (l’altra faccia della medaglia) e ti rendi conto che quello, no, non è sostenibile. Be’, devo dirti la verità, anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai mai sentito parlare di moda sostenibile? </strong>Forse hai visto qualche post sui social, oppure hai qualche amica che te ne parla in modo convinto, oppure hai visto uno di quei servizi sul <em>fast fashion </em>(l’altra faccia della medaglia) e ti rendi conto che quello, no, non è sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Be’, devo dirti la verità, anche se qualcosa sapevo già, ho trovato davvero molto <strong>utile farmi raccontare qualcosa di più</strong> da una cara amica che da anni si occupa proprio di questo: <a href="https://www.instagram.com/myfashionadvisor/"><strong>Claudia Mari</strong></a>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Claudia abbiamo girato assieme una cooking class preparando gli <a href="https://www.ricette-bimby.com/sporcamuss-ricetta-bimby/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sporcamuss</a>. Trovi il <strong><a href="https://youtu.be/t_1jMzFZtVM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">video su YouTube</a></strong> e la ricetta con il Bimby e senza Bimby. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/flavia-e-claudia-mari-moda-sostenibile.jpg" target="_blank" rel="https://www.ricette-bimby.com/sporcamuss-ricetta-bimby/ noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/flavia-e-claudia-mari-moda-sostenibile-1024x768.jpg" alt="Flavia e Claudia: moda sostenibile" class="wp-image-56171" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/flavia-e-claudia-mari-moda-sostenibile-980x735.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/flavia-e-claudia-mari-moda-sostenibile-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, <strong>cucinando, le chiacchiere si sono fatte serie</strong> (ma quanto ci si conosce bene in cucina?) e alla fine ho deciso di farle un’intervista sulla moda sostenibile in Italia. E’ quella che trovi qui sotto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="56176" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-green.jpg" alt="" class="wp-image-56176" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-green.jpg 768w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-green-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="56175" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-sostenibile-cose.jpg" alt="" class="wp-image-56175" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-sostenibile-cose.jpg 1024w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-sostenibile-cose-980x980.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-sostenibile-cose-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="56174" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-e-sostenibilita.jpg" alt="" class="wp-image-56174" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-e-sostenibilita.jpg 768w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/moda-e-sostenibilita-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa si intende per moda sostenibile o ecosostenibile? Puoi fare alcuni esempi?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E’ quella moda basata sulla consapevolezza della provenienza dei materiali, e dei metodi e luoghi di produzione. Per sostenibilità si intende che tessuti e colori di abiti e accessori non siano dannosi per l’ambiente e per la nostra pelle, così come i processi di produzione siano rispettosi della natura e garantiscano condizioni di lavoro dignitose a chi è impiegato in questo settore.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non è sostenibile, per fare un esempio, una maglietta di fibra sintetica (che quindi non sarà facile smaltire come rifiuto e che rilascia microplastiche nelle fasi di lavaggio), colorata con sostanze chimiche dannose per la pelle, mari e fiumi, e che viene magari cucita da bambini o adulti per pochi centesimi di euro al giorno.&nbsp;</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che differenza c’è tra moda sostenibile e Fast Fashion?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La moda sostenibile, per definizione, è attenta ad ambiente e aspetto sociale; il Fast Fashion si chiama così perché propone quasi una collezione a settimana… la cosiddetta “moda veloce”, che porta a discariche di vestiti depositati in Paesi lontani dal nostro e che difficilmente potranno essere assorbiti dall’ambiente in maniera naturale. Senza tenere conto del fatto che, anche prima di essere smaltiti, quei capi hanno rilasciato sostanze coloranti o microplastiche nei fiumi e nei mari ogni volta che sono stati lavati, perché realizzati con materiali sintetici.</em>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Si sente tanto parlare di greenwashing. Di cosa si tratta? Come possiamo imparare a riconoscerlo?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sono delle tecniche di propaganda utilizzate per far credere che un brand o prodotto sia sostenibile, quando invece non lo è. Tutti i più grandi brand di Fast Fashion si sono accorti che l’attenzione alla sostenibilità sta divenendo sempre più alta, dunque si stanno organizzando per stare al passo lanciando campagne e slogan che fanno credere che siano sostenibili, quando dietro restano le stesse modalità di produzione o gli stessi materiali.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per fare un esempio, dichiarare che si utilizzano materiali di riciclo, non garantisce che quei materiali siano totalmente naturali e non nocivi per l’ambiente… o che magari si parla di pochi capi riciclati rispetto a centinaia di collezioni all’anno.&nbsp;</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Moda sostenibile e marchi: quali sono i brand che fanno veramente moda sostenibile?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ce ne sono molto pochi. Fare moda in maniera davvero sostenibile è molto costoso e difficoltoso. In primo luogo perchè tessuti e coloranti davvero sostenibili in Italia e in Europa ce ne sono pochi… Produrre cotone o seta in quantità tali da soddisfare la domanda dell’industria della moda richiede colture intensive che ad oggi non siamo in grado di soddisfare. Ma non sarebbe questo il problema se tornassimo a comprare meno ma meglio!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Magari una maglietta a stagione anziché una a settimana, ma realizzata con cotone naturale o colorata con sostanze vegetali (come ginestra, lavanda, melograno, ecc).&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Conosco da vicino alcuni brand come Darling Grace che fa abiti per donna con sole fibre naturali come la cellulosa di mais, bambu’ o alga; Krocette che realizza borse e accessori in pelle derivante dalla mela; Carolinda Alpaca, che realizza capi per i più piccoli con filati di alpaca realizzati dalle donne in Bolivia.&nbsp;</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">⁠<strong>Vuoi suggerirci qualche strategia per imparare a scegliere bene i nostri capi di abbigliamento?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cerchiamo di conoscere davvero come e dove sono stati prodotti quei capi di abbigliamento. Facciamoci qualche domanda in più sul brand, sul tessuto, sulle quantità immesse sul mercato, sul prezzo… Meglio indossare un capo realizzato a mano da artigiani e magari unico nel genere, piuttosto che capi uguali a migliaia di altri prodotti in serie in qualche fabbrica molto lontana da noi.&nbsp;</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come possiamo conciliare una moda che sia sostenibile per l’ambiente con le nostre tasche? ⁠Ci sono marchi che tu consiglieresti e che non costano un capitale?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I marchi che ho citato prima non hanno prezzi proibitivi, anzi… Costano quanto capi di fast fashion, ma hanno meno potere di comunicazione e pubblicità. Occorre più ricerca da parte nostra e più pazienza, ma non è impossibile spendere poco pur vestendo sostenibile. E poi non dimentichiamo il riciclo. Il recupero o lo scambio di capi di qualità è uno dei migliori modi per salvaguardare l’ambiente (e le nostre tasche!).</em> (Qui un approfondimento su come <a href="https://www.flaviaconidi.com/riciclare-vestiti-usati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Riciclare i vestiti</a>)</p>
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		<title>Perovskia: ma quanto è più bello il verde quando c&#8217;è la Salvia Siberiana?!?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[GREEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mai sentito parlare della perovskia? Una pianta che sprigiona un profumo incredibile e che resiste bene sia al freddo che alla siccità!&#160; Il suo nome comune è Salvia siberiana. Sì, perché la sua origine è nelle terre fredde e con poca disponibilità di acqua.&#160; Quando si vede da lontano è abbastanza facile confonderla visivamente con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mai sentito parlare della <strong>perovskia? Una pianta che sprigiona un profumo incredibile e che resiste bene sia al freddo che alla siccità!&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo nome comune è Salvia siberiana. Sì, perché la sua origine è nelle terre fredde e con poca disponibilità di acqua.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><a href="https://amzn.to/4gWayvL"><img loading="lazy" decoding="async" width="601" height="800" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/perovskia-.jpg" alt="" class="wp-image-56132" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/perovskia-.jpg 601w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/perovskia--480x639.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 601px, 100vw" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si vede da lontano è abbastanza facile <strong>confonderla visivamente con la lavanda</strong>: i fiori hanno gli stessi colori! Tuttavia se guardi meglio noterai che le foglie sono completamente differenti e la “spiga” con i fiori presenta ramificazioni (sempre fiorite). Insomma, ha una struttura del tutto particolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io ne ho una bella pianta in terrazza e ho avuto il piacere di notarla durante una mia visita ai <strong><a href="https://www.flaviaconidi.com/villandry-castello-e-giardini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giardini del castello di Villandry</a></strong>, nella Loira.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho voluto dedicarle un po’ di spazio sul mio sito perché: </strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la trovo molto bella, </li>



<li>la fioritura è abbondante e dura parecchio, </li>



<li>ed è anche facile da gestire. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, ha tutte quelle qualità che servono a una pianta per farsi amare 🙂</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perovskia o Salvia Siberiana</strong> <strong>&#8211; Carta d&#8217;Identità</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Salvia Perovskia, nota anche coma salvia siberiana, salvia russa o lavanda russa, appartiene al </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>genere Salvia</li>



<li>famiglia <em>Lamiaceae</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NB: Prima del 2017</strong> queste piante erano considerate una specie a sé denominata <em>Perovskia</em> <em>atriplicifolia</em>. Vabbè, il succo è che in realtà fa parte del gruppo molto ampio della salvia in cui rientra anche quella che usiamo in cucina, <strong>MA</strong> la perovskia assolutamente <strong>non si mangia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Comunque, come mai questo nome? </strong>Da quello che ho letto qua e là si tratta di un omaggio a Vasily Alekseevich Perovsky, un generale russo vissuto nella prima metà del XIX secolo, che fu un finanziatore del Parco Pavlovsk di San Pietroburgo (Pavlovsk Imperial Garden).&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che tipo di pianta è?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La salvia siberiana è una <strong>pianta perenne</strong>. Questo vuol dire che, anche se in inverno perde le sue foglie e i rami diventano secchi, una bella potatura tra febbraio/marzo, prima della fine del riposo vegetativo, garantisce nuovamente cespugli rigogliosi e fioriti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La fioritura della perovskia: vuoi privartene?</strong></h3>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="601" height="800" data-id="56135" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/atriplicifolia.jpg" alt="" class="wp-image-56135" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/atriplicifolia.jpg 601w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/atriplicifolia-480x639.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 601px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="769" height="1024" data-id="56136" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/10/cespugli-di-salvia-siberiana-o-salvia-russa-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56136"/></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">A catturare l’attenzione sono i <strong>bellissimi e abbondanti fiori color blu-lavanda</strong>. Questa pianta così <strong>rustica e resistente </strong>regala infatti una <strong>fioritura rigogliosa e anche duratura</strong>, perché va <strong>dalla fine della primavera all’autunno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai un balcone o un giardino, dei bei cespugli colorati e frondosi ingentiliranno i tuoi esterni molto a lungo. Il tutto, senza dover prestare particolari cure.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La scusa &#8220;ma io ammazzo tutte le piante&#8221; con la perovskia non attacca!</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La perovskia è una di quelle piante che richiede <strong>poche attenzioni: poca acqua, puoi lasciarla all&#8217;esterno anche se l’inverno è gelato, ama il sole</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È anche piuttosto resistente. Tradotto in parole semplici: <strong>ce ne vuole a fare secca una pianta di salvia siberiana</strong>! Potrebbe riuscire a coltivarla anche chi ha il “pollice nero” 😉</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Resiste bene al freddo (ma và! “Siberiana” vorrà pur dire qualcosa…).</li>



<li>Resiste bene anche alla siccità (ecco, questo sì che è interessante).</li>



<li>Sta bene dove la metti: puoi metterla in aiuola o in vaso.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come scegliere?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, una scelta che puoi fare riguarda la <strong>varietà di perovskia</strong>. Principalmente trovi:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la Blue Spire, che sviluppa dei cespugli alti poco oltre il metro,&nbsp;</li>



<li>la Lacey Blue, che si sviluppa per circa 60 cm sia in altezza sia in larghezza,&nbsp;</li>



<li>la Little Spire, alte anche fino a 70 cm, ma larga dai 30 ai 50 cm.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In base allo spazio che hai a disposizione (aiuola o vaso) e all’effetto che vuoi ottenere dovrai puntare su un tipo piuttosto che un altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esposizione, potatura e… quanta acqua dare e quando!</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le piante di perovskia amano la <strong>luce piena</strong>. Prediligi dunque il pieno sole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>fine inverno</strong> è importante<strong> potare</strong> le parti erbacee che si sono seccate con una bella potatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’acqua, mantieni il terreno bagnato solo dopo averla travasata. Normalmente, in primavera e in estate, meglio <strong>aspettare che il terreno sia praticamente asciutto prima di dare acqua</strong>. <strong>In inverno</strong>, invece, si può <strong>evitare del tutto di innaffiare</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto positivo è che la salvia russa <strong>non è particolarmente soggetta all’attacco dei parassiti</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora, stai pensando di acquistare una bella pianta di perovskia? Se lo fai, mandami una foto del tuo “esemplare” 🙂</p>
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		<title>La Comunità Energetica: per produrre e condividere energia pulita</title>
		<link>https://www.flaviaconidi.com/comunita-energetica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 11:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.flaviaconidi.com/?p=55550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai mai sentito parlare di Comunità Energetica Rinnovabile (CER o REC)? Sicuramente conosci il fotovoltaico e le energie rinnovabili, ma sai che è possibile creare comunità energetiche in cui più soggetti pubblici o privati (anche semplici cittadini) producono e consumano energia rinnovabile &#8220;a Km zero&#8221;?  Comunità Energetica (CER, CRE o CERS) La Comunità Energetica rappresenta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Hai mai sentito parlare di<strong> Comunità Energetica Rinnovabile (CER o REC)</strong>? Sicuramente conosci il fotovoltaico e le energie rinnovabili, ma sai che è possibile creare comunità energetiche in cui più soggetti pubblici o privati (anche semplici cittadini) producono e consumano energia rinnovabile &#8220;a Km zero&#8221;? </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comunità Energetica (CER, CRE o CERS)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Comunità Energetica rappresenta uno strumento importante per:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la <strong>transizione ecologica</strong></li>



<li>per perseguire concretamente <strong>giustizia climatica e sociale </strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza, può favorire la nascita di <strong>processi virtuosi per l&#8217;ambiente ma anche per l&#8217;economia civile</strong>, perché aiuta  le comunità a ridurre le disuguaglianze in un’ottica di solidarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fatto è una risposta molto concreta alla necessità di intervenire contro i cambiamenti climatici e per mettere in atto quanto stabilito dall&#8217;<em>Agenda 2030</em>. Ricordo che l&#8217;Europa si è impegnata, entro il 2023, a ridurre le proprie emissioni complessive del 40% rispetto ai livelli del 1990! </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo voglio solo aprire la prospettiva sulle possibilità che abbiamo a disposizione per mettere in atto un cambiamento reale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiaramente si tratta di uno strumento complesso, che ha bisogno di essere studiato e approfondito, ma la sua realizzazione è possibile, come dimostrano le <strong>tante comunità che stanno nascendo in Italia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/06/comunita-energetica-rinnovabile-fotovoltaico-1024x768.jpg" alt="Comunità energetica rinnovabile fotovoltaico" class="wp-image-55555" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/06/comunita-energetica-rinnovabile-fotovoltaico-980x735.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/06/comunita-energetica-rinnovabile-fotovoltaico-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili? </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di <strong>Comunità Energetica non è di per sé una novità</strong>: si tratta di un gruppo di imprese e/o privati che si uniscono per produrre e distribuire energia ai consociati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia la <strong>prima comunità energetica</strong> è quella della <strong>Val di Funes</strong> (Alto Adige). Costituita nel 1921, la Società Elettrica Santa Maddalena inizialmente sfruttava energia idroelettrica, oggi questa comunità energetica ha diversificato le fonti rinnovabili, puntando anche su fotovoltaico e biomassa. Grazie ai ricavi ottenuti dalla cessione dell&#8217;energia in eccesso, la comunità può anche investire in progetti legati al territorio! </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo di Comunità Rinnovabili è in crescita e può essere monitorato grazie al progetto<a href="https://www.comunirinnovabili.it/"> <strong>Comuni Rinnovabili</strong></a> di<a href="https://www.legambiente.it/"> Legambiente</a>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti e Normativa</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire il concetto di comunità energetica si può vedere quanto riportato nelle <strong>direttive UE</strong> relative alla promozione delle rinnovabili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>direttiva UE 2018/2001 &#8211; RED2, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili</li>



<li>direttiva UE 2019/944 sulle regole comuni per il mercato interno dell’energia</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">A queste direttive sono seguiti anche diversi atti normativi e regolamentari a livello nazionale. Per approfondire l&#8217;aspetto normativo, ti rimando al <strong>sito del<a href="https://www.gse.it/"> GSE</a></strong> (Gestore dei Servizi Energetici) e alla pagina sulle<a href="https://www.gse.it/servizi-per-te/autoconsumo/le-comunita-energetiche-rinnovabili-in-pillole"> Comunità Energetiche Rinnovabili</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comunità energetiche: come funziona?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come dare vita a una CER?</strong> Per costituire una Comunità Energetica serve l&#8217;iniziativa di soggetti pubblici o privati che si trovano in uno <strong>stesso perimetro geografico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si procede individuando l&#8217;<strong>area in cui installare l&#8217;impianto</strong>: questa deve trovarsi nella stessa zona in cui si trovano i consumatori. ma non deve essere necessariamente di proprietà della comunità. Infatti, può appartenere a un solo membro della comunità o addirittura coinvolgere un soggetto esterno.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la <strong>condivisione</strong> dell&#8217;energia prodotta si utilizza la <strong>rete elettrica esistente</strong>. Ogni membro della comunità installerà un <strong>contatore</strong> particolare in grado di fornire indicazioni in tempo reale in merito a: produzione, autoconsumo, cessione e prelievo dalla rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un vantaggio per l&#8217;ambiente, sì, ma anche per il portafoglio!&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CERS: la condivisione di energia come chiave per la lotta ai cambiamenti climatici e alle diseguaglianze</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le comunità energetiche rappresentano una soluzione virtuosa non solo per l&#8217;ambiente ma anche per la società. Trovo molto interessante la <strong>Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale (CERS)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La progettazione di questo particolare “strumento” richiede che si faccia un&#8217;analisi delle criticità locali, individuando le realtà caratterizzate da disuguaglianze sociali ed economiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa sono esattamente le CERS? Si tratta di <strong>realtà partecipate da più soggetti </strong>(parrocchie, scuole, imprese, associazioni, negozi, singoli cittadini) <strong>che investono sulle rinnovabili per dividere spese e ricavi</strong> derivanti dal risparmio energetico ottenuto. L’<strong>energia in surplus</strong> si può mettere a disposizione dei vicini, in primis si può destinare alle <strong>famiglie in difficoltà</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ragioni di questo progetto non sono solo etiche, ma anche economiche:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per ogni MVh prodotto lo Stato riconosce al soggetto un vantaggio economico: poiché il produttore di energia rinnovabile non sfrutta la rete nazionale, lo Stato gli riconosce una parte del suo risparmio dovuto ai mancati oneri di distribuzione, sotto forma di tariffa premio, da erogare sulla base della quota di energia prodotta, nella fattispecie 110 euro per ogni MVh prodotto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Belle parole e basta? NO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Napoli, nel quartiere di <strong>San Giovanni a Teduccio, la prima CERS</strong> d&#8217;Italia è nata grazie alla collaborazione tra la Fondazione Famiglia di Maria, Legambiente e 40 famiglie in condizione di povertà energetica. Grazie alla partecipazione della Fondazione per il Sud, i costi di realizzazione sono stati ridotti del 40% e oggi la comunità costituisce un esempio di produzione virtuosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Roma </strong>è nata di recente la <strong>CERS <em>Le Vele</em> nel I Municipio</strong> e altre ne stanno nascendo in tutta Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comunità energetica: quali fonti rinnovabili?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se la maggior parte delle comunità energetiche punta sul fotovoltaico per produrre energia, in realtà si può produrre energia da qualsiasi tipo di impianto da fonte rinnovabile: eolico, biogas, idroelettrico ecc. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="680" height="1024" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/06/comunita-emergetica-come-funziona-680x1024.jpg" alt="Comunità energetica eolico" class="wp-image-55557"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che differenza c&#8217;è tra l&#8217;impianto fotovoltaico condominiale e la comunità energetica rinnovabile?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se abiti in città, a questo punto la domanda ti sarà sorta spontanea: ma <strong>che cambia tra l&#8217;impianto condominiale e la CRE</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Be&#8217;, sono differenti. Si parla sempre di condivisione di energia, ma :</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>A livello condominiale si costituiscono gruppi di autoconsumo collettivo (AUC), ai quali afferiscono i condomini o unità immobiliari di uno stesso condominio.</li>



<li>La CER riguarda utenti che non si trovano all&#8217;interno di uno stesso edificio o condominio. </li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, nella modalità di autoconsumo collettivo i consumatori sono ubicati all’interno di un medesimo edificio (esempio classico: il condominio), mentre<strong> la comunità energetica non prevede la condivisione dell’edificio</strong> (da qui il concetto di comunità): uno o più utenti della comunità producono l’energia e la condividono con gli altri membri della comunità, utilizzando la rete di distribuzione nazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa condivisione di energia, rispetto all&#8217;impianto individuale, <strong>favorisce la riduzione di sprechi e dispersioni</strong>, contribuendo a un sistema elettrico più efficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le Comunità Energetiche sono un esempio di come la transizione ecologica sia possibile</strong>! Se vuoi saperne di più, torna al paragrafo <em>1.1 Fonti e Normativa</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.flaviaconidi.com/green/"><strong>GREEN</strong></a></p>
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		<title>La Giornata Internazionale della Biodiversità o per la diversità biologica: perché è così importante?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Conidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 18:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GREEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità anche detta della diversità biologica. Si sente tanto parlare di biodiversità, ma che di cosa si tratta esattamente? Che cosa possiamo fare noi nel concreto per salvaguardarla? Scopriamolo insieme! Quando nasce la giornata internazionale? Questa giornata internazionale è stata istituita nel 2000 per commemorare l&#8217;adozione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>22 maggio</strong> si celebra la <strong>Giornata Mondiale della Biodiversità</strong> anche detta <em>della diversità biologica</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sente tanto parlare di biodiversità, ma che di cosa si tratta esattamente? Che cosa possiamo fare noi nel concreto per salvaguardarla? Scopriamolo insieme!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando nasce la giornata internazionale?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa giornata internazionale è stata istituita nel 2000 per commemorare l&#8217;adozione del testo della Convenzione per la Diversità Biologica, avvenuta il 22 maggio 1992. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo è quello di <strong>raccontare e celebrare la diversità degli organismi e degli ecosistemi </strong>presenti sul nostro pianeta, aumentando la comprensione e la consapevolezza dei problemi legati alla biodiversità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è la biodiversità?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto stabilito dalla Convenzione ONU, la biodiversità è la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza, nel nostro pianeta esistono tantissime specie diverse di piante, animali, funghi e microrganismi che non solo si differenziano tra loro, ma hanno anche una variabilità all’interno della stessa specie e nei diversi habitat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tant’è che si considera che i <strong>livelli di biodiversità sono tre</strong>: </p>



<ol class="wp-block-list">
<li>diversità genetica</li>



<li>di specie </li>



<li>di ecosistema</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Ti faccio un esempio:&nbsp;pensa alla zucca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>zucca</strong> in quanto zucca è diversa dal pomodoro in quanto pomodoro. Ma di zucca non ce n’è una sola, esistono tantissimi <a href="https://www.flaviaconidi.com/tipi-di-zucca-varieta-commestibili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>tipi di zucca</strong></a>, cioè varietà diverse. Queste si differenziano tra commestibili e non commestibili e ciascuna varietà si adatta in modo diverso a seconda di dove cresce. Tutto questo fa sì che anche la modalità di utilizzo per noi della zucca sia differente. Alcune zucche si mangiano in un modo o in un altro, altre si usano come spugne, altre ancora come contenitori. Ma sempre di zucca stiamo parlando.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una diversità meravigliosa no?</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ecco allora che la vita sul nostro pianeta e del nostro pianeta dipende da un incantevole e strabiliante equilibrio tra le molteplici varietà. </p><cite>Questo è il cuore della biodiversità.</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Biodiversità agricola e alimentare</strong></h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="2 minuti per capire cos&#039;è la Biodiversità: più specie per un futuro migliore!" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/fU63Ws2w64k?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno della più grande tematica della biodiversità, sulla quale si potrebbe parlare per ore, ti voglio parlare della <strong>biodiversità di interesse agricolo e alimentare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, in sostanza, della<strong> diversità delle colture</strong>, un patrimonio di risorse genetiche vegetali, animali e microbiche che si sono formate fin dagli inizi dell’agricoltura, circa 10.000 anni fa. Generazioni di agricoltori e allevatori hanno selezionato e trasferito da zone diverse, le specie da cui ricavare prodotti utili all’uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi occupo di cucina da tanti anni e la varietà degli ingredienti è uno degli argomenti più affascinanti del mio lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo siamo abituati a una semplificazione incredibile degli alimenti che troviamo sulla nostra tavola. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Magari scegliamo tra 2-3 varietà di pomodori o di pesche o di <a href="https://www.flaviaconidi.com/insalata-di-fagioli-corona-ricetta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fagioli</strong></a>, ma oltre non andiamo. In questo modo, portiamo sulla nostra tavola non solo gli stessi alimenti ma anche le stesse ricette&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece, non solo potremmo variare incredibilmente tra gli alimenti che mangiamo, ma anche scegliere varietà diverse dello stesso prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, puoi acquistare la classica patata gialla, farinosa, perfetta per il <strong>purè</strong>. Ma sai che invece per fare i <strong>rosti di patate</strong> la più adatta è quella rossa? Sai che per fare le patate fritte quella viola è deliziosa? Mentre sai che con alcune varietà di patate dolci americane (e ce ne sono tantissime diverse) puoi fare delle ottime torte?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre patate mangi, ma guarda come puoi variare!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/biodiversita-varieta-di-patate-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-55430" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/biodiversita-varieta-di-patate-1-980x735.jpg 980w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/biodiversita-varieta-di-patate-1-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I nemici della biodiversità?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ipbes.net/">IPBES</a> sostiene che “circa 1 milione di specie è a rischio d’estinzione. Di queste, il 50% potrebbe estinguersi entro la fine del secolo in corso”. Tant’è che si parla di &#8220;<em>dead species walking</em>&#8220;, che ricorda la frase delle persone condannate a morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica, moltissime specie sono a rischio d’estinzione a causa della&nbsp; distruzione e degradazione dei loro habitat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le cause sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sovrasfruttamento dei territori</li>



<li>inquinamento</li>



<li>cambiamenti climatici&nbsp;</li>



<li>diffusione di specie aliene invasive (recentemente si è tanto parlato del granchio blu)</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Alleati della biodiversità: farfalle, coccinelle e api</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Farfalle, coccinelle e api sono i principali alleati della biodiversità e ce le dobbiamo tenere amiche!</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" data-id="55442" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle.jpg" alt="" class="wp-image-55442" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle.jpg 600w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" data-id="55443" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-biodiversita.jpg" alt="" class="wp-image-55443" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-biodiversita.jpg 600w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-biodiversita-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" data-id="55444" src="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-e-biodiversita.jpg" alt="" class="wp-image-55444" srcset="https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-e-biodiversita.jpg 600w, https://www.flaviaconidi.com/wp-content/uploads/2024/05/farfalle-e-biodiversita-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato dall’<a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/notizie/il-ruolo-delle-api-per-l2019uomo-e-l2019ambiente">ISPRA</a>: “Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farfalle e coccinelle hanno il ruolo di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Impollinatori.</strong> Perché trasportano polline da una pianta all’altra.</li>



<li><strong>Agenti del controllo biologico.</strong> Ad esempio le coccinelle mangiano fino a 50 afidi al giorno.</li>



<li><strong>Sentinelle ecologiche.</strong> Ad esempio le ali delle farfalle possono essere usate per valutare la qualità dell’aria e la presenza di agenti inquinanti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi <strong>è importantissimo tenersi api, coccinelle e farfalle amiche. Come?&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5&nbsp; modi per dare il tuo contributo per conservare la biodiversità</strong></h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Getta nei tuoi spazi verdi, anche piccoli, i semi per far crescere i fiori che attirano questi insetti impollinatori.</li>



<li>Prepara delle bombe di semi e poi lanciale negli spazi verdi della tua città. Scopri <a href="https://www.flaviaconidi.com/bombe-di-semi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come fare le bombe di semi</a>.</li>



<li>Fatti promotore della costruzione di <strong><a href="//www.flaviaconidi.com/casetta-per-insetti-bee-hotel-bugs-hotel/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bug hotel</a></strong> (o bee hotel o house) nella zona in cui abiti. Ci sono anche tanti modi facili per crearli tu stesso. Leggi le info al link.&nbsp;</li>



<li>Dai una mano in più agli insetti impollinatori con piccoli supporti come ad esempio, con le <em>bee cups</em>. Piccole ciotole che puoi riempire d’estate per far bere le api. All’interno c’è una piccola pallina che serve per far sedere comodamente l’ape mentre beve.</li>



<li>Varia nell’acquisto di prodotti alimentari, provando anche frutta e verdura dall’aspetto insolito, dal colore originale o che non hai mai assaggiato prima. E se hai un piccolo spazio verde, basta anche un vaso, prova a piantare tu stesso delle varietà che in giro non si trovano facilmente. Per farlo devi trovare le sementi giuste.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I vantaggi della biodiversità agricola: perché ti conviene</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>La biodiversità è bella: la varietà delle forme e dei colori mette allegria.</li>



<li>Fa bene alla tua salute, perché mangi cibi diversi che portano al tuo corpo nutrienti differenti e, quindi, spendi meno in medicine e integratori.</li>



<li>Fa bene al tuo spirito perché scopri prodotti nuovi e non ti annoi mai a tavola.&nbsp;Immagina di mangiare ogni giorno qualcosa di nuovo e goloso! Divertente no?</li>



<li>Aiuti a conservare paesaggi, prodotti e culture locali ad esse legati. Pensa alla <a href="https://www.lenticchiaigpcastelluccio.it/lenticchia_igp_di_castelluccio_di_norcia.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lenticchia di Castelluccio di Norcia</a>, al paesaggio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini quando fiorisce, alle ricette tradizionali che ci si fanno.&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi possiamo incidere in maniera determinante per contribuire alla biodiversità e salvaguardare il nostro pianeta. Piccoli gesti che rendono più bello e più sano il mondo in cui viviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per saperne di più:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/le-domande-piu-frequenti-sulla-biodiversita/cose-la-biodiversita">ISPRA</a></li>



<li><a href="https://www.3bee.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">3BEE</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.flaviaconidi.com/biodiversita-diversita-biologica/">La Giornata Internazionale della Biodiversità o per la diversità biologica: perché è così importante?</a> proviene da <a href="https://www.flaviaconidi.com">flaviaconidi</a>.</p>
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