Un inverno in Corea, tra le nevi e le stufe mal funzionanti, può riscaldare il cuore e portare a un nuovo inizio? 

Un film poetico, tratto dal romanzo Winter in Sokcho, diretto con maestria dal regista franco-nipponico Koya Kamura qui al suo esordio nel lungometraggio.

AnnoFrancia, Corea del Sud 2025
GenereDrammatico
Durata104 minuti
RegiaKoya Kamura
CastBella Kim, Roschdy Zem, Park Mi-hyeon

Trama del film

A Sokcho, un piccolo villaggio costiero della Corea del Sud, Soo-Ha (Bella Kim), giovane studentessa coreana e cameriera alla pensione Blue House, vive una vita lenta e monotona, con un fidanzato troppo attento all’aspetto e una madre pescivendola con un passato di abbandono.

La routine della giovane viene turbata dall’arrivo di un affascinante artista francese Yan Kerrand (Roschdy Zem). 

Cosa mi è piaciuto

Gesti semplici, accurati come tagliare delle verdure, preparare del pesce o dipingere con inchiostro, assumono in questo film un ampio respiro, fatto di sguardo al passato, rapporti da ricreare e emozioni da spiegare. 

Qui, l’interiorità dei personaggi prende la forma del disegno e si alterna alla narrazione lenta e poetica che non scorda la divisione politica tra Corea del nord e Corea del sud.

Una fotografia dal tratto pittorico che cattura e ti fa portare a casa un amore insperato per l’inverno e per la Corea e, soprattutto, per la grigia città di Sokcho. 

La cucina

Tantissimi i piatti, soprattutto a base di pesce, che vengono cucinati con maestria durante il film. Sono piatti tradizionali coreani che ci ricordano che la cucina è un’arte e che la preparazione così come il consumo del cibo possono essere necessari per riempire dei vuoti.

L’arte del disegno, a sua volta, ha un sapore, con carta e inchiostro che vengono assaggiati come fossero del cibo.

Nel film viene preparato il pericoloso fugu, ovvero il pesce palla, amato per le sue pregiate carni bianche eppure uno dei cibi più letali al mondo perché alcune sue parti contengono la tetradotossina, un veleno mortale e, se non è preparato con maestria, può uccidere. Alcuni lo amano proprio per il brivido di mangiare qualcosa di potenzialmente letale. 

In Un inverno in Corea, ambientato appunto in una città marina, vengono preparati diversi piatti col profumo del mare: sogliole al limone; polpo saltato in padella con cipolle, porri, carote e peperoncino; seppie ripiene; granchio in salsa di soia; frittata con alghe e molto altro.

C’è, inoltre, una zuppa di ravanelli bianchi, sicuramente interessante da preparare!

Oltre al cibo coreano, la protagonista, nel tentativo di far colpo sull’uomo francese, prepara per lui anche il boeuf bourguignon, ovvero il manzo alla borgognona.

Io ho scelto di preparare una frittata con alghe: deliziosa, saporita e proteica. Scopri la mia ricetta!

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