L’Italia è il paese per eccellenza del fritto, ma poi, una volta esaurita la sua funzione, dove buttare l’olio di frittura o, in generale, dove conferire l’olio alimentare? Sicuramente non nello scarico del lavandino, ma non va smaltito nemmeno con i rifiuti indifferenziati.

Smaltire l’olio alimentare correttamente è un’azione virtuosa che consente di non inquinare e di mettere a disposizione una risorsa che può dare ancora qualcosa. Vediamo allora come fare 😉

Perché raccogliere l’olio di frittura?

Io amo la frittura, la faccio spesso e con l’olio buono, in modo che il punto di fumo sia a temperature alte. L’olio, però, va cambiato di frequente e ho imparato che per non inquinare, non va assolutamente buttato nel lavandino o negli scarichi del bagno come purtroppo facevano le nostre nonne…

Buttarlo nel lavandino o negli scarichi significa non solo intasare le tubature, creare problemi alle condotte fognarie e ai depuratori, causare cattivi odori e, soprattutto, inquinare le acque e l’ambiente, ma anche togliere una possibile risorsa. Sì perché l’olio esausto si può recuperare e diventa materia prima per la creazione di lubrificanti vegetali per macchinari, biodiesel, tensioattivi o glicerine per la saponificazione. 

Tutto ciò porta ovviamente a benefici ambientali ma anche un risparmio economico derivante dalla riduzione delle importazioni di petrolio.

Questa attività di riutilizzo dell’olio viene svolta dal CONOU, il Consorzio Nazionale  per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati.

Qui trovi la mappa per il centro di raccolta più vicino a te.

L’olio alimentare: come smaltirlo

Lo smaltimento dell’olio riguarda non solo quello della frittura, ma anche quello delle scatolette di tonno o dei barattoli di altro cibo sott’olio. Quindi, quando scoli una scatoletta di tonno, conserva l’olio che scarti assieme all’olio di frittura esausto 😉 Ricordati sempre di filtrarlo con un colino.

Come si deve conservare l’olio esausto?

Per conservare l’olio esausto devi prima farlo raffreddare bene. Poi prendi un colino a maglie strette e, con l’aiuto di un imbuto, versi l’olio in una bottiglia di plastica o di vetro. Io uso una bottiglia di latte. I resti della frittura che rimangono nel colino puoi gettarli nell’umido perché sono scarti alimentari.

Una volta accumulato, puoi conferire l’olio nei luoghi predisposti dal tuo comune.

Dove buttare l’olio di frittura a Roma

A Roma l’olio di frittura va conferito in appositi contenitori che si trovano nei centri di raccolta dell’AMA o presso alcune postazioni.

C’è anche l’azienda ADF Trasporti che ritira direttamente in sede l’olio esausto pagando una tariffa per il trasporto. Questa attività è rivolta soprattutto ai ristoranti che hanno grandi quantitativi di olio di frittura da smaltire. 

Dove buttare l’olio di frittura a Torino

A Torino puoi buttare l’olio nei 7 ecocentri presenti in città. Si occupa dello smaltimento l’azienda AMIAT. Per avere più informazioni vai sul sito dell’AMIAT o chiama il numero verde 800 017277

Dove smaltire l’olio esausto a Milano

A Milano la raccolta dell’olio di frittura ha diversi punti di raccolta!  Puoi conferire l’olio esausto nelle Riciclerie o ai CAM, versandolo direttamente negli appositi contenitori.

Però puoi anche raccogliere l’olio esausto in bottiglie di plastica ben chiuse e inserirle direttamente in contenitori che si trovano in alcuni supermercati che hanno aderito all’iniziativa (delle catene Carrefour, CONAD, COOP, Esselunga, Leader Price, Naturasì, Il Gigante e Simply – Auchan).

Dove conferire l’olio alimentare a Firenze

A Firenze l’olio di frittura può essere agevolmente buttato nelle Ecotappe e negli Ecofurgoni, che sono dei punti di raccolta appositamente attrezzati. Si trovano in aree scolastiche, enti o associazioni, esercizi commerciali.

Dove buttare l’olio di cucina a Bari

A Bari, il Banco delle Opere di Carità ha promosso un progetto per la raccolta dell’olio esausto. Puoi buttare l’olio, raccolto in bottiglie di plastica, in contenitori che si trovano in alcune parrocchie della città.